Beatles PDF Stampa E-mail

La nostra storia comincia da un lavoratore. Un alacre lavoratore. Un instancabile lavoratore. Uno che non perdeva certo tempo a pettinare le bambole. Ne aveva di cose da fare il detective Norman Clement Pilcher. Ne aveva di persone da arrestare. Era considerato un vero duro, il detective Pilcher. Il duro detective Norman Clement Pilcher, della squadra narcotici di Sua Maestà britannica, non amava i ragazzi con i capelli lunghi che si drogavano. Come tutti i poliziotti duri, utilizzava metodi non proprio legali. Poteva contare su una squadretta di informatori che si infiltrava nei quartieri della Londra beat. Iniziò ad arrestare i miti del rock a uno a uno: Donovan, Brian Jones, Keith Richards, Eric Clapton, Mick Jagger. E ben due dei Beatles. Ma dei duri è bene diffidare. Troppo spesso nascondono qualcosa di marcio. Non sono quasi mai puliti fino in fondo. E l’irreprensibile sergente Pilcher, quello che amava metter manette e comparire sui tabloid, l’8 novembre del 1972 venne a propria volta arrestato con l’accusa di aver ostacolato il normale corso della giustizia. Davanti a un giudice, aveva testimoniato il falso. Nel settembre ‘73 fu condannato a ben quattro anni di carcere. Più di quanti ne abbiano scontati collettivamente tutti i rockers da lui arrestati nella sua carriera. Ai microfoni di Jailhouse Rock, Ricky Gianco ha raccontato l’incontro con i Beatles, da lui cantati in italiano in Cambia tattica, cover di From me to you.

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Tonino Carotone PDF Stampa E-mail

Suo padre era stato tra i primi renitenti alla leva al servizio militare. Per questo era stato incarcerato. E per lo stesso motivo lo sarà lui. Il movimento della ‘insumisión’ fu un movimento antimilitarista di disobbedienza civile al servizio militare. Fu attivo fino alla vittoria, quando alla fine dell’anno 2001 il servizio militare obbligatorio fu abolito. Il 6 ottobre 2018 a Pamplona è stato inaugurato il Parco della Insumisión, a ricordo di quel movimento pacifico e a riconoscimento delle sue conquiste. Il parco sorge nel luogo dell’antico carcere della città. Tonino Carotone fu invitato alla celebrazione. “Mai avrei pensato che avrei vissuto questo momento”, ha dichiataro. “È stata una delle carceri dove venni detenuto”. Con noi a Jaiklhouse Rock è stato lo scrittore Federico Traversa, grande amico di Carotone e autore con lui del libro Il maestro dell’ora brava.

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Pete Seeger PDF Stampa E-mail

Grande folk singer statunitense, condannato dallo spirito maccartista americano per il suo attivismo politico, così rispose alla Commissione per le attività antiamericane quando gli chiesero se fosse mai stato ingaggiato come musicista in concerti legati al Partito Comunista: “Ho cantato per americani di ogni convinzione politica e sono orgoglioso di non essermi mai rifiutato di cantare per chiunque lo chiedesse, a prescindere dalla sua religione o dal colore della sua pelle. Ho suonato per i vagabondi come per Rockefeller, per i pacifisti come per i soldati, e di ciò sono fiero. Questa è la sola risposta che posso dare alla sua domanda”. A Jailhouse Rock il costituzionalista Marco Ruotolo ha spiegato i contenuti della riforma proposta dalla Commissione ministeriale per l’innovazione del sistema penitenziario da lui presieduta.

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Sex Pistols PDF Stampa E-mail

Nel giugno del 1977 Londra festeggiava il giubileo d’argento, i venticinque anni dall’incoronazione della regina Elisabetta. L’Inghilterra era in festa. Un mese prima i Sex Pistols avevano pubblicato il loro secondo singolo, God save the queen. Il giorno del giubileo tentarono di cantare la canzone da una barca sul Tamigi mentre passavano davanti a Westminster. “Dio salvi la regina, il regime fascista,…, Dio salvi la regina, lei non è un essere umano, non c’è futuro nel sogno dell’Inghilterra, non farti dire quel che vuoi, non farti dire quel che ti serve, non c’è nessun futuro per te”. Arrivarono le forze dell’ordine e i Sex Pistols vennero arrestati. Finì in carcere anche Malcom Mc Laren. Non si era mai avuto un attacco del genere alla regina. La copertina del singolo ritraeva la regina Elisabetta deturpata da una spilla da balia. La canzone venne censurata dalle radio. Johnny Rotten fu accoltellato a una mano da un gruppo di monarchici. Mentre a Londra nasceva il punk rock, in Italia si era in pieno movimento. Lo ha raccontato a Jailhouse Rock Guido Bellachioma, ferito alla testa all’Università di Roma il primo febbraio del ’77, in seguitogrande promoter musicale tra i primi a passare per radio la musica punk. Con noi a Jailhouse Rock anche il garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio Stefano Anastasia, che ha raccontato la storia di Hassan Sharaf, ragazzo di vent’anni morto nel carcere di Viterbo nel luglio del 2018.

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Puntata natalizia PDF Stampa E-mail

Una puntata nella quale ci siamo fatti gli auguri di Natale a modo nostro, con grandi canzoni della storia del rock dedicate a questa festa. Con noi a Jailhouse Rock gli auguri di Lucia Castellano, Marco Ruotolo, Carmelo Cantone, Carmelo Musumeci e naturalmente di tutti i nostri collaboratori.

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Rem PDF Stampa E-mail

Il 21 di aprile 2001, su un aereo che va da Seattle a Londra, il pilota chiama via radio l’aeroporto di Heathrow e racconta che un uomo ubriaco che viaggia in prima classe ne sta combinando di tutti i colori. Era il chitarrista dei Rem Peter Buck. Era andato su tutte le furie perché gli assistenti di volo gli avevano rifiutato l’ennesimo drink. Aveva colpito uno steward, aveva gettato del cibo addosso a una hostess, continuava a creare disturbo. E pensare che stava andando a Londra per suonare in un concerto pacifista… Con noi a Jailhouse Rock sono stati Bob Cillo e Livia Monteleone, del progetto musicale Behind Bars.

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Peg Leg Howell PDF Stampa E-mail

Siamo intorno al ventesimo anno del secolo scorso. Siamo negli Stati Uniti d'America. Siamo nella campagna della Georgia. Due uomini hanno bevuto molto. Litigano fra loro. Sono due cognati. La lite finisce a ferro e fuoco. Si spara. Uno dei due uomini viene ferito a una gamba. Era un contadino, lavorava in una fattoria. Ci volle tempo prima che l'uomo riuscì a farsi curare. Era troppo tardi. La gamba doveva essere amputata. Con una gamba di meno non si può lavorare nei campi. Peg Leg Howell, uno dei pionieri del Georgia blues, si trasferì in città. Andò ad Atlanta. E lì, per guadagnarsi da vivere, si dedicò a un'attività che non aveva bisogno di tutti e quattro gli arti. Si era in pieno proibizionismo e il contrabbando di liquore era redditizio. Fu con quello che fece i suoi soldi. E ogni tanto suonava. Aveva imparato a suonare la chitarra non troppo tempo prima. Doveva avere un talento naturale perché aveva imparato assai velocemente. Il gospel e la musica soul avevano da sempre circondato la sua esistenza. Un giorno, tuttavia, il suo contrabbando di liquore fu scoperto. Peg Leg Howell fu mandato in galera. In quelle galere che erano piene di blues. È lì che scrisse la sua New prison blues. Con noi a Jailhouse Rock è stato Militant A degli Assalti Frontali, che hanno appena pubblicato il singolo Gol gol rap (evviva il calcio popolare).

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Aerosmith PDF Stampa E-mail

Il 3 ottobre 1978 lui gli Aerosmith suonavano nello Stato dell’Indiana, al Memorial Coliseum di Fort Wayne. La polizia fece irruzione. Decine di ragazzi che stavano assistendo al concerto vennero trovati in possesso di marijuana. Altri erano ubriachi, nonostante la minore età. La polizia fece una retata. Il gruppo pagò 4.200 dollari per tirar fuori di galera 28 giovani ammiratori accorsi ad assistere al concerto e finiti in gattabuia per qualche spinello e qualche bicchiere di troppo. Steven Tyler era personalmente finito in gattabuia da ragazzo nella sua Yonkers per possesso di marijuana il 15 marzo del 1967. In questa puntata di Jailhouse Rock abbiamo riascoltato insieme la lunga intervista che un anno fa aveva rilasciato ai nostri microfoni Paolo Pietrangeli, che ci ha lasciati nelle scorse ore.

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The Who PDF Stampa E-mail

L’11 gennaio del 2003 Pete Townshend, leader degli Who, ricevette una telefonata da un amico che gli chiedeva: “hai letto il Daily Mail?”. “No”, rispose lui. L’amico gli dice che sul quotidiano Daily Mail c’era un articolo in cui si raccontava che l’Fbi, con l’aiuto di Scotland Yard, aveva avviato una inchiesta sulla pedopornografia on line. Uno dei nomi della lista dei sospetti sembrava, vista la descrizione, essere proprio lui, Pete Townshend. Che non era stato avvertito e nulla ne sapeva. La notizia fu rilanciata su un sito texano dove si diceva che oltre 6.000 inglesi erano sotto inchiesta per aver navigato in siti porno-infantili. Tra loro c’era Pete. “Entrai nel panico”, racconta. E racconta che pensò: “ora mi impiccheranno”. Chiamò l’avvocato e chiamò anche la polizia. Effettivamente una volta, quattro anni prima, aveva usato la sua carta di credito per aprire un sito di questi. Lo aveva fatto per un interesse di tipo lavorativo. A quel tempo stava infatti preparando un documentario su un orfanotrofio infantile russo. E sono anche stati ritrovati articoli scritti in tempi non sospetti che provano il fatto che Pete stesse lavorando al tema degli abusi su minori. La vicenda è finita che dopo quattro mesi dall’arresto il leader degli Who è stato totalmente scagionato. Eppure il nome di Pete Townshend viene messo all’indice. È nella lista dei sex offenders per almeno cinque anni. L’infamia dell’accusa non decade insieme all’accusa stessa. “Arrestato chitarrista dei mitici Who”, troneggiava in Italia su Repubblica e su tante altre testate. Ma la notizia del proscioglimento fu data in maniera ben meno rumorosa e ben meno altisonante.

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