Sam Cooke PDF Stampa E-mail

Il padre del soul, tra i primi a entrare nella Rock and Roll Hall of Fame, pochi anni ma intensissimi di carriera. Sam Cooke morirà giovanissimo con una pallottola in corpo in circostanze non ancora chiarite fino in fondo. La sua canzone A change is gonna come diverrà un inno del movimento per i diritti civili. Suor Emilia Jitaru ha raccontato a Jailhouse Rock la sua esperienza di calciatrice, un tempo nella serie A e nella nazionale rumena e oggi nella Nazionale Italiana Suore, e la sua partita contro la squadra di Atletico Diritti che gioca nel carcere di Rebibbia femminile.

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Buju Banton PDF Stampa E-mail

Nel febbraio del 2011 il suo album Before the dawn ha vinto il Grammy Awards come Best Reggae Album. Era uscito nel settembre 2010, mentre lui era ancora in carcere in attesa di processo. Banton, che durante la detenzione si è battuto contro la regola che gli avrebbe imposto di tagliarsi i dreadlocks, ha scontato una condanna a sette anni per traffico di sostanze stupefacenti. In molti pensano che sia stato incastrato.

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Roberto Vecchioni PDF Stampa E-mail

Il 17 di agosto del 1979 viene eseguito a Milano un mandato di cattura nei confronti di Roberto Vecchioni emesso dal giudice Salvatore cassata del Tribunale di Marsala, in Sicilia. L’accusa è quella di spaccio di sostanze stupefacenti. Vecchioni viene portato nella casa circondariale di Marsala, dove rimase quattro giorni e scrisse la canzone Lettera da Marsala. Il giudice Cassata, che nel frattempo se ne era andato al mare e cui Vecchioni dedicò la canzone Signor giudice, fu scoperto in seguito appartenere alla P2. Cassata aveva screditato e archiviato il rapporto del vicequestore di Trapani Giuseppe Peri, dove si scriveva che alcune organizzazioni dell’eversione nera compievano sequestri a scopo di autofinanziamento e queste organizzazioni erano in contatto con ambienti militari legati a Gladio e ai servizi segreti italiani, che a loro volta erano legati alla Cia. Lo scopo era sempre lo stesso: la strategia della tensione. Come piazza Fontana e come tante altre stragi italiane a venire. I comunisti non dovevano andare al governo. E allora ci si serviva di organizzazioni eversive per seminare la paura e giustificare agli occhi degli italiani un governo forte e autoritario. Gli stessi che avevano eseguito quei sequestri di persona avevano anche ucciso dei magistrati che si erano occupati di loro nonché ucciso le 115 persone del velivolo Az 112 schiantatosi contro il crinale di Montagna Longa il 5 di maggio del 1972. Con noi a Jailhouse Rock è stato Roberto Peri, figlio di Giuseppe. Fabrizio Berruti ha parlato con noi del suo libro Settanta. Il poliziotto e la strage negata (Round Robin, 2022), romanzo d’inchiasta basato sul rapporto Peri.

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The Doors PDF Stampa E-mail

Le porte della percezione, i Doors, uno dei più grandi gruppi rock di sempre. Jim Morrison, morto in circostanze mai del tutto chiarite, condannato per oltraggio al pudore e poi graziato postumo dallo Stato della Florida. Ai nostri microfoni Nicola Di Bari, che nel 1970 cantava Dammi fuoco (Light my fire), e Davide Van De Sfroos, che più volte ha omaggiato dal vivo il gruppo californiano, hanno raccontato il perché del loro tributo ai Doors. Carmelo Musumeci, che nei giorni scorsi è tornato a essere un cittadino libero a tutti gli effetti, ha riflettuto con noi sul senso della pena e sui suoi trent’anni passati in carcere.

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Elio e le Storie Tese PDF Stampa E-mail

Nel 1991 Massimo Rana, fotografo amico degli Elii, fu arrestato nell’isola di Cipro. Le autorità turco-cipriote non gradirono le troppe fotografie da lui scattate. “Si è scoperto che l’italiano è una spia greca”, titolava il giornale. Ovvero Italyan, rum casusu çikti, frase che divenne il titolo dell’album cui Elio e le Storie Tese stavano lavorando e di cui Rana firma la fantastica copertina con il vitello dai piedi di balsa. Con noi a Jailhouse Rock la costumista Maria Sabato, creatrice tra le altre cose del costume da Gioconda indossato da Elio nella prima edizione di Lol - Chi ride è fuori, e Massimo Morini, musicista, direttore d’orchestra, frontman del gruppo genovese dei Buio pesto nato nella prima metà degli anni ‘80, regista di film dove gli Elii hanno recitato e grande amico di tutti i componenti della band.

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White Stripes PDF Stampa E-mail

Nel gennaio del 1900 veniva al mondo un criminale di altri tempi. Era soprannominato Three Fingers a causa di un incidente avuto da ragazzino nel quale aveva perso due dita della mano destra. Per vergogna o discrezione, teneva nascoste le tre dita rimaste indossando in pubblico un guanto bianco. Un gangster di prim’ordine, affiliato alla banda di Al Capone. Il suo vero nome era Jack White. Anche il nostro Jack White ha avuto qualche problema con la giustizia, ma certo non può competere con Three Fingers. Il 13 dicembre 2003 il nostro Jack White ebbe una colluttazione con Jason Stollsteimer, frontman dei Von Bondies. Evitò il carcere, ma venne condannato a pagare una multa di 500 dollari cui si aggiunsero le spese processuali. Oltre alla multa, fu stato condannato a un’altra pena dal sapore tipicamente americano: l’obbligo di seguire un corso per imparare a gestire la propria collera.

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Vasco Rossi PDF Stampa E-mail

Il 20 aprile del 1984, mentre stava provando gli impianti del Variety a Bologna, due carabinieri gli si avvicinarono. Poco dopo i tre si recarono insieme a Casalecchio di Reno, dove Vasco Rossi viveva e suonava con la sua band dentro un capannone. Il Blasco consegnò spontaneamente i ventisei grammi di cocaina in proprio possesso. Venne arrestato immediatamente e portato nella prigione di Pesaro. Per ventidue giorni abiterà la cella numero ventidue. Poco prima, là dentro si era impiccato un detenuto di origini iraniane. La prossima volta forse non si affretterà a consegnare la droga con tanta solerzia. “Certo che sei un bel fenomeno anche tu a farti prendere così!”, canterà in Cosa c’è, la canzone scritta pochi giorni dopo aver riacquistato la libertà.

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The Cure PDF Stampa E-mail

Un giorno di maggio del 1980 un gruppo di giovanotti nella città di Rotterdam si dirigeva verso la spiaggia. Era mattina presto. I Cure non avevano con sé il costume da bagno. I giovanotti si spogliarono ed entrarono allegramente in acqua così come la mamma li aveva fatti. Ma una vecchietta arguta e attenta ai grandi eventi che accadono nella sua città telefonò prontamente alle forze dell’ordine. Non c’era tempo da perdere. Ricevuta la segnalazione, subito tre macchine della polizia con sprezzo del pericolo e grande senso del dovere si precipitarono alla spiaggia. Una decina abbondante di poliziotti scese dalle auto. Gli agenti erano armati a dovere. L’intera band fu arrestata. I ragazzi non opposero alcuna resistenza. D’altra parte, come poi racconterà Robert Smith, non avevano molta scelta, lì davanti alla polizia, senza alcun vestito addosso. Con noi a Jailhouse Rock l’attrice Michela Diviccaro ha parlato del suo spettacolo teatrale “A senza nome”, un’Antigone universale per ogni sorella che, come lei, ha perso un fratello in carcere.

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Mark Lanegan PDF Stampa E-mail

Ex cantante degli Screaming Trees e una carriera da solista, quando Mark Lanegan aveva venti anni un medico gli assicurò che se avesse continuato a bere a quel modo non avrebbe assistito al suo trentesimo compleanno. Per fortuna invece lo scorso 25 novembre di anni ne aveva compiuti cinquantasette. Purtroppo, però, il prossimo 25 novembre non ne compirà cinquantotto: ci ha lasciati poche settimane fa, il 22 di febbraio. “L’eroina mi ha salvato dal diventare un alcolista”, ha affermato. E non era del tutto ironico. Con giudici e galere ha avuto a che fare tante volte. Da ragazzino fu sorpreso a taccheggiare dalla guardia del negozio di Ellensburg. “La volta successiva che ho rivisto quella guardia”, ha ricordato, “è stato quando mi hanno rimesso in prigione”. Era rientrato per non aver pagato le spese legali del processo che lo riguardava. La guardia era lì, detenuta insieme a lui. “Ecco che cos’è Washingon est”, ha commentato. “Non ci si allontana mai troppo da nessuno”. Con noi a Jailhouse Rock è stato Arturo Salerni, l’avvocato della Repubblica di Argentina nella causa per l’estradizione del sacerdote Reverberi, accusato di complicità nelle tortura del regime di Videla.

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