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Il 21 agosto del 1971, nel carcere californiano di San Quintino, George Jackson fu ucciso durante un tentativo di evasione. Il mese successivo avrebbe compiuto trent'anni. Era un leader del movimento afroamericano, membro delle Black Panther, forse il detenuto più noto degli interi Stati Uniti d’America. Un anno prima, il 7 agosto 1970, suo fratello minore, Jonathan Jackson, ancora solo diciassettenne, fa ingresso nell'aula di tribunale di Marin County, in California. Ha con sé delle armi. Una corte presieduta dal giudice Harold Haley sta giudicando un altro Black Panther, James McClain, accusato di omicidio. Jonathan Jackson indossa un lungo giaccone. È da sotto al giaccone che tira fuori un fucile e qualche pistola. “Adesso comando io, signori”, afferma. Consegna le armi a McClain e ad altri due compagni che erano nell'aula. Prendono in ostaggio il giudice Harold Haley, il procuratore Gary Thomas e tre giurati. Poco dopo l'uscita dal tribunale di Jonathan Jackson e degli altri, si apre un conflitto a fuoco con la polizia. Il ragazzo rimane ucciso insieme a due compagni. Perde la vita anche il giudice Harold Haley. Il procuratore Gary Thomas rimane paralizzato. Risultò che una delle armi usate nell'irruzione al tribunale era intestata ad Angela Davis, attivista del movimento afroamericano e militante del Partito Comunista. L'Fbi la qualifica come uno dei dieci criminali più pericolosi degli Stati Uniti. Viene arrestata il 13 ottobre a New York. Circa un anno e mezzo dopo, il 4 giugno 1972, viene assolta da ogni accusa. Tutto il mondo segue le vicende di Angela Davis. Una grande mobilitazione ne chiede la liberazione. I Rolling Stones scriveranno per lei la canzone Sweet black angel. John Lennon e Yoko Ono le dedicheranno il brano Angela. Ma prima di loro, prima di chiunque altro al mondo, nell'estate del 1971, sono loro a scrivere la propria canzone per lei. Il titolo è Angela. Straordinari e sovversivi, incorreranno nella censura della Rai. Con noi a Jailhouse Rock Don Tonio Dell’Olio, presidente della Cittadella di Assisi, ci ha raccontato cosa accadeva in quegli anni in questo luogo che era diventato un punto di riferimento per la sinistra cattolica italiana.

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