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Jailhouse rock è una trasmissione radiofonica in onda su Radio Popolare. In Jailhouse rock storie di musica e di carcere si attraversano le une con le altre. Ogni lunedì in diretta sulle frequenze di Roma (103.3 Fm) dalle 21.00 alle 22.30 e ogni domenica in replica nella stessa fascia oraria sulle frequenze della Lombardia.
“Un orologio digitale Timex rotto, un profilattico non usato, uno usato, un paio di scarpe nere”. È l’inizio dell’elenco dei beni che la guardia riconsegna a John Belushi prima di metterlo in libertà all’inizio del film The Blues Brothers. Alla fine l’intera band sarà di nuovo dentro a cantare Jailhouse rock, dopo aver trionfato nella propria missione per conto di Dio. Da Johnny Cash a James Brown, da Leadbelly ai Sex Pistols, da Vìctor Jara ai fratelli Righeira: suoni e suonatori, racconti di storie che in un modo o in un altro attraversano le prigioni. Il carcere di ieri e il carcere di oggi, dove capita ancora che qualcuno venga suonato.
Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, uniti da un lungo impegno nell’Associazione Antigone, da un matrimonio e tre figli, riempiono di suoni il carcere che da un quindicennio visitano, osservano, criticano.
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Le canzoni di Nick Drake ti scendono dentro e non ti lasciano più. A Tanworth-in-Arden, il paese dove viveva e dove oggi è sepolto quel ragazzo morto giovanissimo e malinconico per aver ingerito troppi antidepressivi, ogni estate arrivano da tutto il mondo per il Nick Drake Gathering le persone che hanno voglia di suonare assieme per ricordarlo. Lo scorso luglio eravamo lì anche noi. Era piccolo e delicato il festival dedicato a Nick Drake. Tutto era a misura sua, ricordava la fragilità e la passione di questo raffinato autore e chitarrista. Prima di andare via, i nostri figli hanno ricevuto in regalo un braccialetto di ricordo. Attorno a un semplice filo verde era legata una piccola chitarra argentata con le sue iniziali: N.D. Invece di made in England o di made in Taiwan si leggeva “made with love”. Fatto con amore. Come quel concerto. Come il viaggio di ciascuna delle persone che erano andate là con i mezzi e con le storie più disparate. Come ogni singola nota che Nick ci ha lasciato. A Jailhouse rock Fabio Albanese, uno dei due musicisti italiani che erano al Gathering, ha raccontato il suo legame con la musica di Nick Drake. E Stefano Cecconi, coordinatore della campagna Stop Opg, ha parlato dei rischi che si corrono con i cambiamenti normativi recentemente introdotti nella gestione degli ospedali psichiatrici giudiziari.
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di Giorgio Novembrino
Dopo i due album "Colour It In" del 2007, ed "About Your Dress " del 2009 ed una lunga pausa riflessiva durata tre anni, i Maccabees, giovane band indie londinese residente a Brighton torna con la terza opera intitolata "Given To The Wild", prodotta da Tim Goldsworthy, Jag Jago e Bruno Ellingham (che ha lavorato con LCD Soundsystem e Massive Attack) e registrata in uno studio di Londra, studio appartenuto ai Jesus & Mary Chain.
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La musica della tradizione irlandese riletta attraverso il punk rock. Un gruppo unico e inconfondibile quello dei Pogues, che si costruì a Londra attorno a Shane MacGowan nei primi anni ’80. Shane MacGowan, in seguito cacciato a causa della sua dipendenza dall’alcol, fu fatto arrestare dall’amica Sinéad O’Connor, trasformatasi nelle sue intenzioni in delatrice con lo scopo di salvargli la vita. A Jailhouse rock Lorenzo Mannarini, cantante del gruppo barese dei Folkabbestia, ha raccontato come lui e i suoi amici avessero cominciato a suonare proprio seguendo le orme degli anglo-irlandesi Pogues, loro padri musicali e iniziatori di quel folk che ancora oggi i Folkabbestia suonano nel repertorio da loro firmato.
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Il padre dell’afrobeat, l’artista nigeriano che con le sue canzoni combatteva il regime militare e che ne ha pagato personalmente le conseguenze. Uscì di galera grazie ad Amnesty International che lo adottò quale prigioniero di coscienza. Prima aveva visto bruciare per mano dei soldati Kalakuta Republic, la comune da lui fondata nella città di Lagos, e buttare dalla finestra la sua anziana madre, grande attivista per i diritti umani. Il suo funerale, nell’estate del 1997, fu un grande evento di massa. Sterminata la produzione musicale che Fela Kuti ci ha lasciato e che oggi rivive in suo figlio Femi. A Jailhouse rock abbiamo parlato con Marco Pannella della marcia per l’amnistia che i Radicali stanno organizzando per il prossimo 25 aprile, giorno della Liberazione.
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di Giorgio Novembrino
I tre fratelli Carney : Jennings, Van, e Lain hanno trovato la loro massima ispirazione e creatività musicale vivendo in una fattoria tra le Blue Ridge Mountains nel cuore della Virginia. Loro sono i Pontiak, rock-band rivelazione della musica heavy post-stoner psichedelica. Formatisi nel 2004, fino al 2010 i Pontiak hanno pubblicato otto album di successo mantenendo sempre viva nei loro dischi la psichedelia e uno stile musicale che appartiene solo a loro, risultando sempre originali, incisivi e riconoscibili e non deludendo mai le aspettative, con uno stile sostanzialmente immutato in tutti i loro dischi.
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Il più grande chitarrista di sempre secondo la rivista Rolling Stone, la chitarra elettrica non sarà mai più la stessa dopo di lui. Una carriera breve ma intensissima, stroncata dalla morte a ventisette anni, che lo vede in quel Club 27 insieme a troppi altri artisti vissuti solo fino a questa età. A Jailhouse rock Moreno Spirogi, voce del gruppo rock italiano degli Avvoltoi che alla fine degli anni ’80 ha pubblicato una cover in italiano di Hey Joe. Per evitare il carcere, Jimi Hendrix si arruolò nell’esercito, dal quale fu cacciato alla prima occasione.
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Il 15 dicembre del 1961 un ragazzo esce dal carcere di Lucca dopo un anno e quattro mesi di detenzione. Ha con sé una sacca. Nella sacca c’è la sua tromba. Uno dei più grandi trombettisti di sempre, Chet Baker ha trascorso vario tempo in Italia, prima di morire precipitando da una finestra di Amsterdam. Amedeo Tommasi, pianista del Chet Baker Sextet, ha raccontato quegli anni a Jailhouse rock. Un genio della tromba, che ha lasciato un segno indelebile nella musica jazz. Sembrava finito quando, a causa di droghe e risse, perse i denti davanti. Può un trombettista suonare senza i denti davanti? Chet Baker ha potuto.
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di Giorgio Novembrino
Il magico violino folk celtico di Warren Ellis, la chitarra leggera, languida e riverbera di Mick Turner, il tappeto ritmico di Jim White percorrono nuovi confini musicali verso… il sole basso! "Toward The Low Sun", è l’ ultimo lavoro dei Dirty Three, rock band Australiana nata negli anni novanta, ma che solo nel 1998 con il quarto album, "Ocean Songs" , (un concept album dedicato al mare), conquistano il successo, poi ripetuto con l’album "Whatever You Love, You Are", fino ad arrivare al settimo album del 2005, "Cinder".
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