Jailhouse Rock è una trasmissione radiofonica in onda su Radio Popolare, Radio Articolo 1 e Radio Città Aperta. In Jailhouse Rock storie di musica e di carcere si attraversano le une con le altre. Alla trasmissione collaborano detenuti del carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso e del carcere milanese di Bollate. Dando vita alla prima esperienza del genere, ogni settimana realizzano un Giornale radio dal carcere (Grc) in onda all'interno di Jailhouse Rock, nonché delle cover degli artisti ascoltati nella puntata. Ospiti fissi, il provveditore all'amministrazione penitanziaria toscana Carmelo Cantone, l'avvocato Mirko Mazzali e l'esperta di comicità e sentimenti reclusi Lucia Pistella. Ogni venerdì dalle 17.00 alle 18.00 in diretta su Radio Articolo 1. Potete ascoltare Jailhouse Rock su Radio Popolare, sulle frequenze della Lombardia e di altre radio di Popolare Network, la domenica dalle 16.30 alle 17.30. In onda anche su Controradio (Firenze) il martedì alle 22.30, su Radio Città del Capo (Bologna) il sabato alle 14.00, su Radio Flash (Torino) il lunedì alle 20.30, su Radio Popolare Salento la domenica alle 16.30 e su Radio Città Aperta (Roma) il venerdì alle 14.00.

Suoni, suonatori e suonati dal mondo delle prigioni.

“Un orologio digitale Timex rotto, un profilattico non usato, uno usato, un paio di scarpe nere”. È l’inizio dell’elenco dei beni che la guardia riconsegna a John Belushi prima di metterlo in libertà all’inizio del film The Blues Brothers. Alla fine l’intera band sarà di nuovo dentro a cantare Jailhouse rock, dopo aver trionfato nella propria missione per conto di Dio. Da Johnny Cash a James Brown, da Leadbelly ai Sex Pistols, da Vìctor Jara ai fratelli Righeira: suoni e suonatori, racconti di storie che in un modo o in un altro attraversano le prigioni. Il carcere di ieri e il carcere di oggi, dove capita ancora che qualcuno venga suonato.

Patrizio Gonnella
e Susanna Marietti, uniti da un lungo impegno nell’Associazione Antigone, da un matrimonio e tre figli, riempiono di suoni il carcere che da un quindicennio visitano, osservano, criticano.

 
Roberto Vecchioni PDF Stampa E-mail

Il 27 agosto del 1979 Fabrizio De André viene rapito dall’anonima sarda insieme a Dori Ghezzi. Vengono nascosti nelle montagne di Pattada, vicino Ozieri, al centro-nord della Sardegna e restano prigionieri per quasi quattro mesi. Ovviamente, una detenzione illegale. Esattamente dieci giorni prima un altro cantautore italiano era stato fatto prigioniero. Un’altra detenzione illegale. Per fortuna questa durò molto meno, solo pochi giorni. Una detenzione illegale decisa però non dall’anonima sequestri bensì da un sostituto procuratore della Repubblica. Il 17 di agosto del 1979 viene eseguito a Milano un mandato di cattura emesso da un giudice del Tribunale di Marsala, in Sicilia, Salvatore Cassata. L’accusa è quella di spaccio di sostanze stupefacenti. Roberto Vecchioni viene arrestato e due giorni dopo viene tradotto nella casa circondariale di Marsala, in piazza Castello 1. Il giudice Cassata aveva deciso senza alcuna prova che un paio di anni prima, nel giugno del ’77, durante la festa dell’Unità che si era tenuta a Marsala, alla fine di un suo concerto Vecchioni aveva ceduto uno spinello a un ragazzino. Ovviamente fu assolto. Nel carcere di Marsala ci trascorse quattro giorni. Dopo l’arresto, il signor giudice Salvatore Cassata era partito per le sue vacanze al mare. Solo il mese dopo tornò per fargli l’interrogatorio. “Signor giudice, lei venga quando vuole, più ci farà aspettare più sarà bello uscire… Quel giorno quando verrà giudichi senza pietà, ci vergogniamo tanto d’essere uomini così così”. Con noi a Jailhouse Rock il giornalista Vladimiro Polchi, da sempre attento ai temi del carcere, ci ha parlato del suo primo romanzo I camaleonti.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
Shifty Shellshock PDF Stampa E-mail

Prese parte alle prime due edizioni di Celebrity rehab, a cominciare dal gennaio del 2008. Celebrity rehab è un reality show con finalità terapeutiche improntato a seguire la vita di celebrità di vario tipo alle prese con problemi di alcol e droga. I pazienti-protagonisti vengono filmati, supervisionati e trattati dal dottor Drew Pinsky e dal suo staff nel centro di riabilitazione di Pasadena, in California. La terza edizione del programma coinvolgerà anche Mike Starr, primo mitico bassista degli Alice in Chains, e Lisa D’Amato, top model e cantante. Non pago degli insuccessi riabilitativi e con evidenti finalità economiche, Shifty Shellshock, fondatore dei Crazy Town, prenderà parte anche a due edizioni di Sober House, un nuovo reality cui Celebrity rehab darà vita. Anche qui si segue minuto per minuto, lungo un intero mese, l’esistenza di persone con problemi di dipendenza. Nei vari format del reality show, è stato in compagnia di pornostar, attori e attrici, modelle, campioni di baseball e di sollevamento pesi. Tutti con problemi di dipendenza, tutti disponibili a prestarsi a una tragicommedia nella quale denudare la propria vita di tossicodipendenti o di alcolisti davanti a milioni di telespettatori assetati di voyeurismo. Era stata la droga a indurlo a queste partecipazioni. La droga, protagonista di ogni suo arresto. L’ultimo è degli inizi del 2012. In quell’occasione, quando venne convocato dai giudici non fu in grado di presenziare alla prima udienza del processo. A causa della cocaina e del crack, era entrato in coma alla fine del marzo di quell’anno. Il 5 di aprile, dopo poco meno di una settimana di terapia intensiva, riprese fortunatamente le proprie facoltà. A Jailhouse Rock è stata con noi Alessia Morani, la responsabile Giustizia del Partito Democratico.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
Sex Pistols PDF Stampa E-mail

Nel giugno del 1977 Londra festeggiava il giubileo d’argento, i venticinque anni dall’incoronazione della regina Elisabetta. L’Inghilterra era in festa. Un mese prima i Sex Pistols avevano pubblicato il loro secondo singolo, God save the queen. Il giorno del giubileo tentarono di cantare la canzone da una barca sul Tamigi mentre passavano davanti a Westminster. “Dio salvi la regina, il regime fascista,…, Dio salvi la regina, lei non è un essere umano, non c’è futuro nel sogno dell’Inghilterra, non farti dire quel che vuoi, non farti dire quel che ti serve, non c’è nessun futuro per te”. Arrivarono le forze dell’ordine e i Sex Pistols vennero arrestati. Finì in carcere anche Malcom Mc Laren. Non si era mai avuto un attacco del genere alla regina. La copertina del singolo ritraeva la regina Elisabetta deturpata da una spilla da balia. La canzone venne censurata dalle radio. Johnny Rotten fu accoltellato a una mano da un gruppo di monarchici. Mentre a Londra nasceva il punk rock, in Italia si era in pieno movimento. Lo ha raccontato a Jailhouse Rock Guido Bellachioma, ferito alla testa all’Università di Roma il primo febbraio del ’77, oggi grande promoter musicale tra i primi a passare per radio la musica punk.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
Aretha Franklin PDF Stampa E-mail

La grande voce di Aretha Franklin, annoverata tra le meraviglie della natura dallo Stato del Michigan. Dall’esplosione del successo nel 1967 e prima ancora fino alla comparsa nella famosa scena del film The blues brothers, il percorso di una delle massime icone musicali degli Stati Uniti d’America. Con noi in questa puntata di Jailhouse Rock è stata Lucia Uva, a pochi giorni dalla disposizione del gip di Varese di imputazione coatta per omicidio preterintenzionale nei confronti dei carabinieri e poliziotti indagati per la morte del fratello Giuseppe.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
The Fugs PDF Stampa E-mail

Un gruppo cult underground che ha saputo coniugare musica e poesia. A cavallo tra la beat generation e il movimento hippy, un messaggio pacifista vestito dei toni della satira e della provocazione che più volte si sono scontrati con tentativi di censura. Ed Sanders aveva scritto il suo poema in carcere sulla carta igienica e lo aveva portato fuori nascosto in una scarpa. Di censura e di molto altro abbiamo parlato con Eugenio Finardi, impegnato nel tour di presentazione del suo ultimo album Fibrillante uscito nelle scorse settimane.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
Donovan PDF Stampa E-mail

Nel gennaio del 1966 fu prodotto il documentario televisivo A Boy Called Donovan, che pose all’attenzione pubblica il tema del consumo giovanile della marijuana, diffuso e amato ma fino ad allora un tabù inesplorato dai media. In quel film cult si poteva vedere il ventenne cantautore e chitarrista scozzese Donovan fumare la cannabis durante una festa insieme ad altre persone. Una sorta di autodenuncia individuale e collettiva che voleva contrastare e contestare il sobrio e bacchettone stile british. Come ci si poteva legittimamente immaginare, oltre al livello dell’attenzione prestata da opinione pubblica e televisione crebbe anche il livello di quella prestata dalle forze dell’ordine. E, di conseguenza, crebbe la loro furia repressiva. Così, nel bel mezzo di quell’anno, il ragazzo fu la prima famosa star della musica britannica a essere arrestata per possesso di marijuana, seppur finalizzato al consumo personale. Nel giugno del 1966, a Londra, una quantità minima ne fu rinvenuta addosso al giovane musicista. Di lì a poco i cronisti del tabloid News of the World divulgarono l’elenco di tutti i grandi della musica rock e pop di allora che facevano uso di droghe. Donovan fu rimesso in libertà in brevissimo tempo. Avrebbe tuttavia preferito senz’altro qualche settimana di galera piuttosto che la sanzione che gli venne invece imposta. Una sanzione che proveniva da un altro Paese, gli Stati Uniti d’America, che non amava ospitare chi aveva la fedina penale sporca e che gli proibì l’ingresso nel proprio territorio. Per un cantante all’apice della carriera si trattava di una sanzione smisurata, praticamente un arresto alla propria storia musicale. Depresso, si ritirò in un’isola greca. Trascorso un po’ di tempo, ricevette una telefonata dal suo manager. Si ruppe così un silenzio che stava diventando tragico. La telefonata gli comunicava che il suo album Sunshine Superman, nonostante l’assenza fisica di Donovan e una promozione priva di apparizioni pubbliche, era arrivato al numero uno delle vendite. Lo sconforto passò immediatamente. Fu allora che il cantante si accorse di non avere i soldi per rientrare in Inghilterra. Lo aiutò il proprietario della taverna dove alloggiava. Per ricambiare, il ragazzo gli regalò alcuni dischi. Con noi a Jailhouse Rock Gian Pieretti, grande protagonista della musica italiana di allora che negli anni ’60 ha cantato Donovan in nella nostra lingua.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
Chuck Berry PDF Stampa E-mail

All’inizio degli anni ‘50 del Novecento, nelle case di Cleveland, nell’Ohio, capitava spesso la sera di assistere a questa scena: i ragazzi, spinti dai genitori ad andare a letto, salutavano cortesemente con la buonanotte, si chiudevano nella loro camera e spengevano la luce. A basso volume, accendevano la radio che avevano sul comodino. Sugli 850 in Am c’era la Wjw. E lì c’era il Moondog rock and roll house party, condotto dal grande dj Alan Freed, il programma che ascoltavano nell’ombra fino a che non si addormentavano. Leo Mintz, amico di Freed e proprietario di un negozio di dischi della città, gli aveva raccontato che vendeva tantissimi dischi di rythm and blues e che moltissimi ragazzi bianchi andavano da lui a comprare quella musica tipicamente afroamericana. Alan Freed mandava tanta musica rythm and blues. Ma, per superare la separazione razziale e per promuovere quella stessa musica per un pubblico bianco, semplicemente le cambiò nome: la chiamò rock and roll. Chuck Berry è colui che più di tutti viene abbinato al rock and roll. Tra le canzoni che Alan Freed per primo passò per radio c’erano le sue. Chuck Berry ebbe vari problemi con la giustizia. Nel 1959, dopo un concerto in Texas, era andato a fare un giro oltre il confine con il Messico e aveva incontrato una ragazzina apache di quattordici anni che faceva la cameriera. Le aveva proposto di lavorare nel suo locale di Saint Louis. Lei aveva accettato, ma poco dopo era stata arrestata in un albergo per prostituzione. A seguito di questo episodio sono stati chiamati in causa Chuck Berry e il Mann act. Dopo due processi, il padre del rock and roll fu condannato a tre anni di carcere. E mentre la sua Johnny B. Goode ancora viaggia nello spazio a bordo di una sonda nella speranza che altre forme di vita possano ascoltarla, noi a Jailhouse Rock siamo tornati a parlare di Ospedali psichiatrici giudiziari con il registra Francesco Cordio, impegnato nelle presentazioni del suo Lo Stato della follia.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
Roberto Murolo PDF Stampa E-mail

Grande maestro della canzona napoletana, di cui ha ricercato il repertorio dal 1200 ai nostri giorni lasciandocelo inciso in un’opera storica in 12 dischi, Napoletana. Antologia cronologica della canzone partenopea. Ingiustamente accusato, ha visto la sua carriera eclissarsi per venti anni, fino a quando Renzo Arbore non lo ha fatto uscire da questa ombra. Enzo Gragnaniello, che ha amato Roberto Murolo, che ci ha lavorato insieme e che come lui è al cuore della musica partenopea, ha tracciato un suo ricordo ai microfoni di Jailhouse Rock. Un brano in altro dialetto, il siciliano, proveniente dal carcere di Noto e risalente all’Ottocento lo presenta la cantante Ciatuzza.

ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 3

Degni di note

I consigli musicali di Giorgio Novembrino

 

I Consigli del'avvocato

Sei nei guai con la giustizia? Hai bisogno di un buon consiglio? Scrivi a Mirko Mazzali e ne saprai di più!

Le prigioni del cuore

Il tuo cuore è imprigionato dietro le sbarre? Lucia Pistella risponde alle vostre lettere

On Air


Ascolta Radio Popolare

Links


tumblr counter