Jailhouse Rock è una trasmissione radiofonica curata dall'Associazione Antigone e condotta da Patrizio Gonnella e da Susanna Marietti, che va in onda su Radio Popolare e altre radio di Popolare Network, Radio Articolo 1, Radio Beckwith e Radio Città Aperta, Radio Ciroma. In Jailhouse Rock storie di musica e di carcere si attraversano le une con le altre. Alla trasmissione collaborano detenuti del carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso, del carcere milanese di Bollate e del polo universitario del carcere di Torino. Dando vita alla prima esperienza del genere, ogni settimana realizzano un Giornale radio dal carcere (Grc) in onda all'interno di Jailhouse Rock, nonché delle cover degli artisti ascoltati nella puntata. Ospite fisso, il provveditore all'amministrazione penitenziaria della Puglia e della Basilicata Carmelo Cantone. Carmelo Musumeci, ergastolano in semilibertà, ci racconta il carcere e i sentimenti della sua quotidianità tra dentro e fuori. Ogni venerdì dalle 17.00 alle 18.00 in diretta su Radio Articolo 1 e Radio Popolare Roma. Potete ascoltare Jailhouse Rock su Radio Popolare, sulle frequenze della Lombardia e di altre radio di Popolare Network, il lunedì dalle 13.30 alle 14.30. In onda anche su Controradio (Firenze) la domenica alle 22.30, su Radio Città del Capo (Bologna) il sabato alle 22.45, su Radio Flash (Torino) il lunedì alle 20.00, su Radio Tandem (Bolzano) il lunedì alle 13.30, su Radio Popolare Salento il lunedì alle 13.30, su Radio Città Aperta (Roma) il lunedì alle 13.00, su Radio Ciroma (Cosenza) il lunedì alle 10.00 e su Radio Beckwith il martedì alle 21.30 e la domenica alle 2.00.

Suoni, suonatori e suonati dal mondo delle prigioni.

“Un orologio digitale Timex rotto, un profilattico non usato, uno usato, un paio di scarpe nere”. È l’inizio dell’elenco dei beni che la guardia riconsegna a John Belushi prima di metterlo in libertà all’inizio del film The Blues Brothers. Alla fine l’intera band sarà di nuovo dentro a cantare Jailhouse rock, dopo aver trionfato nella propria missione per conto di Dio. Da Johnny Cash a James Brown, da Leadbelly ai Sex Pistols, da Vìctor Jara ai fratelli Righeira: suoni e suonatori, racconti di storie che in un modo o in un altro attraversano le prigioni. Il carcere di ieri e il carcere di oggi, dove capita ancora che qualcuno venga suonato.

Patrizio Gonnella
e Susanna Marietti, uniti da un lungo impegno nell’Associazione Antigone, da un matrimonio e tre figli, riempiono di suoni il carcere che da un quindicennio visitano, osservano, criticano.

 
Phil Ochs PDF Stampa E-mail

Sono oltre 400 i documenti a oggi rilasciati su Phil Ochsdall’Fbi. Alcune pagine restano ancora avvolte nel segreto. Ochsha sempre cantato passo a passo il proprio tempo. Tutto ciò che accadeva in quella generazione di protesta, lui lo metteva in musica.L’Fbi comincia a interessarsi a lui ai tempi di un concerto organizzato dalla Women’s International League for Peace and Freedom a Columbus all’inizio del 1962. L’anno successivo, nel periodo natalizio, si trova con i minatori del Kentucky a sostenere il loro sciopero a oltranza. L’episodio è registrato in una canzone ma anche, inutile dirlo, in un documento firmato Fbi. In quegli anni partecipa a varie marce contro la segregazione razziale, alcune delle quali vedono l’uccisione di giovani attivisti. Nel maggio del ’65 è a Berkeley in occasione del Vietnam DayTeach-In e nell’ottobre dello stesso anno partecipa al Vietnam Protest Rally a Philadelphia. Nel giugno del 67 è tra i promotori del raduno di Los Angeles dal titolo War Is Over e nel gennaio del 1968 è tra i promotori del partito yippie. È in quest’anno che l’attenzione dell’Fbi nei suoi confronti diventa massima. Nel frattempo era già stato classificato quale soggetto pericoloso per la sicurezza nazionale e si era accorto di essere sorvegliato. Dal palco, durante i suoi concerti, lancia battute agli agenti che lo ascoltano camuffati nel pubblico. La vigilanza dell’Fbi sul cantautore è ossessiva. E ossessionata diventa la vita del musicista. È ancora lunga la storia, sono ancora tanti gli episodi che lo porteranno, il 9 di aprile del 1976, a impiccarsi alla porta del bagno della casa di sua sorella nello Stato di New York. Con noi a Jailhouse Rock, a parlare dei movimenti di protesta degli anni ’60 e ‘70, Giovanni Russo Spena.

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Gianna Nannini PDF Stampa E-mail

Nell’aprile del 2014, la villa di Gianna Nannini è stata messa sotto sequestro preventivo. Lei ha negato di aver commesso qualsiasi illecito fiscale. Ma la Procura di Milano la accusava di aver evaso al fisco italiano ben tre milioni e 750 mila euro. Guadagni frutto della vendita dei suoi dischi e del ricavato dei suoi concerti. La prima puntata di Jailhouse Rock del 2018 è dedicata al rock italiano della cantautrice senese.

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Thin Lizzy PDF Stampa E-mail

Nel cuore di Dublino, si trova Grafton Street. È la via dello shopping, dello struscio, dei negozi eleganti, delle mille vetrine e delle boutique. Se da Grafton Street si imbocca Harry Street, dopo pochi passi eccolo di fronte a noi. In piedi, una mano nella tasca del pantalone e l’altra poggiata sulla chitarra. Era una notte del maggio 2013 quando la statua dedicata a Phil Lynott, fondatore e frontman della band hard rock irlandese dei Thin Lizzy, fu spintonata e fatta cadere. La polizia lanciò un appello affinché chiunque fosse stato testimone dell’accaduto venisse a raccontare i fatti. Due giovani si presentarono alla stazione di polizia di Pearse Street. Ma vennero entrambi arrestati! Per fortuna solo per poche ore. Con noi a Jailhouse Rock è stato Giovanni Lattanzi, responsabile welfare del Pd con una lunga tradizione di cooperazione allo sviluppo.

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Puff Daddy PDF Stampa E-mail

Varie volte il rapper newyorkese è stato arrestato per piccoli eventi, come alcuni spari in un locale notturno di Manhattan o una rissa con l’allenatore di football che sgridava il figlio durante gli allenamenti. Ma né lui né nessun altro è mai stato arrestato per la morte del rapper nemico Tupac Shakur, nonostante sia stato chiamato in causa al riguardo. La faida hip hop tra East Coast e West Coast ha visto episodi drammatici e ha mietuto vittime. Tante sono state le ipotesi, tante le teorie circolate, tante le cospirazioni immaginate. Forse troppo poche le indagini effettuate.

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Peppe Voltarelli PDF Stampa E-mail

L'artista cosentino è tra i fondatori del gruppo folk rock Il Parto delle Nuvole Pesanti, dove ha cantato fino al 2005, quando ha deciso di dedicarsi a una carriera da solista. Ha cantato in varie carceri italiane, tra cui quella di Rossano e quella di Prato. Concerti trascinanti, con canzoni, poesie, risate e tanta Calabria. Nel 2010 il suo album Ultima notte a Malá Strana riceve la Targa Tenco come miglior disco in dialetto. Non era mai accaduto al dialetto calabrese. Peppe Voltarelli è stato con in diretta a Jailhouse Rock.

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Village People PDF Stampa E-mail

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, chi di spada ferisce, di spada perisce, chi la fa l’aspetti e chi semina vento raccoglie tempesta. Ma, soprattutto, l’abito non fa il monaco. Eh no, perché l’abito di Victor Willis, pilastro dei Village People, era proprio lo stesso abito dell’uomo che lo ha arrestato. Anzi, degli uomini che, più di una volta nella sua vita, si sono trovati ad arrestarlo, per reati legati alla cocaina e al possesso di armi. Erano ovviamente poliziotti.

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Little Walter PDF Stampa E-mail

Tante le disavventure di Little Walter con i poliziotti e con le donne sottratte ai propri mariti. Molte delle cicatrici che Little Walter portava derivavano da episodi di uno o dell’altro tipo. Un giorno, negli anni ’50 a Chicago, evitò la galera sostenendo che non stava litigando bensì solo scherzando con il marito della sua amante. Un’altra volta, invece, fini in cella a causa di un ammiratore che voleva assolutamente ascoltarlo suonare seppur nel locale i posti erano esauriti. L’uomo cominciò a sparare, e non è chiaro perché in carcere finì anche il grande bluesman. Con noi a Jailhouse Rock lo scrittore Massimo Carlotto ha parlato del suo ultimo romanzo Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (Edizioni E/O).

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Bello FiGo PDF Stampa E-mail

Il 12 maggio 2017, alla discoteca WKND di Lugano,era in programma un concerto di Bello FiGo. Ma quella mattina, a una fermata dell’autobus, compare un manifesto razzista che chiede “l’annullamento immediato del concerto”, che veicolerebbe messaggi negativi per la gioventù italiana. E non si ferma qui: “Se la lettera non verrà presa in considerazione”, si legge,” ci saranno conseguenze gravi al locale (prima, dopo o durante la serata) o al profugo da voi invitato”. E ancora: “Non è una minaccia, ma un semplice avviso. Difendiamo le nostre culture e la nostra nazione!”.La Regione, quotidiano in lingua italiana del Canton Ticino, cita l’articolo 180 del codice penale e sostiene che gli autori del manifesto rischiano fino a tre anni di carcere.Il concerto fu cancellato. Già a cavallo tra il 2016 e il 2017 vari concerti del rapper di origine ghanese erano stati annullati per motivi analoghi. Alla Latteria Molloy di Brescia, dove le minacce erano arrivate via cavo telefonico. Poi nel paese di Borgo Virgilio, in provincia di Mantova, dove comparvero scritte tra le quali “Incendieremo il palazzetto con la gente dentro” e fu lo stesso sindaco a imporre che il concerto non si tenesse. E ancora al Land of Freedom di Legnano, dove Bello FiGosi sentì dire di tornare in Africa e che se fosse andato da quelle parti sarebbe finito in ospedale.

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