Jailhouserock! - suoni, suonatori e suonati dal mondo delle prigioni
ICE Out! PDF Stampa E-mail

Per Renée Good e Alex Pretti, contro le follie e crudeli politiche di Trump, una puntata nella quale abbiamo ascoltato insieme tanti artisti che in queste ore hanno preso posizione. Con noi il giornalista Marco Contini, grande esperto di Stati Uniti d’America, per aiutarci a comprendere quanto sta accadendo, e Ornella Favero, presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, per commentare i due suicidi degli scorsi giorni nel carcere di Padova.

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Bob Dylan PDF Stampa E-mail

Il disco di Bob Dylan nel quale troviamo la canzone dedicata al pugile Hurricane compie 50 anni in questo gennaio 2026. A partire dalla sua storia abbiamo ripercorso insieme le canzoni di Dylan dalle quali emerge la sua idea di giustizia.

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Elvis Costello PDF Stampa E-mail

Piegare la repressione di polizia a fini commerciali non è certo consueto nella storia del rock. La mattina del 26 luglio 1977, Elvis Costello ce la mise tutta per farsi arrestare. Nel pieno centro di Londra, di fronte all’Hotel Hilton, si preparò accuratamente a fare quel che meglio sapeva fare: cantare e suonare. Senza avere chiesto l’autorizzazione alle forze dell’ordine, accese gli amplificatori e cominciò a esibirsi nelle proprie ballate punk. Dentro l’albergo era in corso l’annuale conferenza internazionale della Cbs/Columbia Records. I vertici della casa discografica statunitense erano tutti lì dentro. Artisti tra i più prestigiosi del marchio programmavano di esibirsi per il piacere di quel pubblico autorevole. E si esibirà anche lui. Con i decibel alle stelle. Protestava perché nessuna etichetta degli Stati Uniti d’America aveva fino ad allora distribuito i suoi dischi. Riuscì perfettamente nell’intento di farsi notare: arrivarono i bobbies e lo arrestarono. Riuscì a far parlare di sé la stampa inglese. Pochi mesi dopo firmò un contratto con la Columbia Records. Con noi a Jailhouse Rock è stato Lorenzo Mannarini, voce e frontman dei Folkabbestia che nei giorni scorsi hanno festeggiato i loro trent’anni di carriera.

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The Prisonaires PDF Stampa E-mail

Stupratori, ladri e assassini, diventati famosi grazie al blues e al gospel. Tutto ebbe inizio quando, un giorno del lontano 1952, Johnny Bragg incontrò un certo Robert Riley al cortile dell’ora d’aria nel carcere di Nashville. Riley non aveva una gran voce, però sapeva comporre poesie e testi di canzoni. Quel giorno pioveva. Ma i due continuarono a passeggiare per ore e ore, avanti e indietro nel cortile del penitenziario di Nashville. La canzone scritta da Bragg e dall’occasionale compagno, Just walkin’ in the rain, divenne celeberrima. Johnny Bragg diede vita alla band. Sarebbero forse rimasti un gruppetto da galera se non fosse che un giorno il produttore radiofonico Joe Calloway si recò in quel carcere per un programma che doveva realizzare. Li ascoltò suonare per puro caso. E se ne innamorò. Si rese conto della loro eccezionale bravura. Li fece ascoltare al pubblico attraverso le onde della sua radio, non prima di aver chiesto l’autorizzazione al direttore della prigione. James Edwards era un funzionario dalle visioni aperte. Credeva nella possibilità per un detenuto di cambiare vita. Dopo una serie di passaggi intermedi, una registrazione del gruppo arrivò nelle mani di Sam Phillips, scopritore di talenti della casa discografica Sun Records. Nel giugno del 1953, i cinque incisero quel singolo, che andò in distribuzione e vendette in poco tempo 50.000 mila copie. La band iniziò a diventare tra le più famose degli Stati Uniti d’America. Anche il giovane Elvis Presley si accorse dei Prisonaires e della loro canzone. Il governatore del Tennessee, Frank G. Clement, si adoperava affinché potessero ottenere permessi premio per andare a suonare finanche nella sua abitazione privata. Just walkin’ in the rain fu però il loro primo e unico grande successo. Sam Philips cominciò a concentrarsi su quel ragazzo che a propria volta si era interessato ai Prisonaires, Elvis Presley.

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Puntata natalizia PDF Stampa E-mail

Una puntata nella quale ci siamo fatti gli auguri di Natale a modo nostro, con grandi canzoni della storia del rock dedicate a questa festa. Una puntata nella quale abbiamo tracciato il triste bilancio carcerario di questo 2025 che so sta chiudendo.

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Massimo Pericolo PDF Stampa E-mail

Il 21 giugno del 2014 sul sito della questura di Varese compare un post che racconta l’operazione della Squadra Mobile compiuta il giorno precedente. A seguito di indagini che andavano avanti da un paio d’anni, viene spiegato, si è portata alla luce una capillare rete di spaccio gestita da persone molto giovani. Tre chilogrammi di marjuana sono stati sequestrati. Otto le custodie cautelari in carcere eseguite, diciotto gli arresti domiciliari, due gli arresti in flagranza di reato. Tra le persone arrestate c’è anche Massimo Pericolo. Aveva al tempo ventuno anni. Il nome scelto per questa operazione di polizia è “Scialla semper”. Nella sua vita esistono un prima e un dopo rispetto a questo arresto con l’accusa di spaccio di mariujana. Dopo qualche mese trascorso nell’istituto penitenziario di Varese, gli viene concessa la detenzione domiciliare a casa dei nonni. Un paio d’anni in tutto. È durante questo tempo che matura la certezza che nella vita avrebbe fatto il rapper. All’album di esordio, uscito nell’aprile 2019 e pensato in gran parte durante la permanenza forzata in casa, darà il nome dell’indagine che lo aveva portato in galera. Un sera c’era la tv accesa. Mentre stava lavando i piatti, dall’altra stanza gli arrivò una voce che annunciava il meteo: “condizioni di massimo pericolo...”. Con noi a Jailhouse Rock è stato il cantautore Mimmo Locasciulli che celebra in questo 2025 i suoi cinquant’anni di carriera.

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Bad Manners PDF Stampa E-mail

Arrivato dalla Nigeria con la prima ondata migratoria del dopoguerra, Jimmy Scott usava salutare gli amici con un’espressione da lui inventata dall’afrikaans: Ob-La-Di, Ob-La-Da, che vuol dire “La vita va avanti, fratello”. Quando Paul McCartney la ascoltò in un qualche club di Londra, se ne innamorò. Scrisse una canzone che uscì nel 1968 e divenne un successo planetario. Lo stesso anno Jimmy Scott fu arrestato per non aver pagato gli alimenti alla ex moglie. Da tre anni era diventato il percussionista del gruppo ska inglese Bad Manners. Per tornare libero gli servivano 139 sterline. Chiese alla polizia di chiamare i Beatles. Paul McCartney pagò la somma e lo fece liberare. In cambio gli chiese di rinunciare a ogni controversia sulla canzone. Con noi a Jailhouse Rock è stato Oscar Giammarinaro, cantante del gruppo ska italiano Statuto.

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Emerson Lake and Palmer PDF Stampa E-mail

Il 30 gennaio del ‘74, durante un lungo tour di presentazione dell’album uscito l’anno precedente, il gruppo si trovava a Salt Lake City, la città dei mormoni. Alloggiava in un albergo con piscina. Una piscina ben visibile dalla strada. Così uno di loro descrisse l’accaduto: “tornammo tardi in albergo quella notte e non dovevamo suonare sino al giorno dopo. La piscina era così invitante e noi non avevamo il costume da bagno con noi. Chiedemmo il permesso al ragazzo della reception e andammo nudi in piscina. La cosa successiva che vedemmo furono i poliziotti e i cani”. Con noi a Jailhouse Rock è stata Laura Masielli, autrice dell’opera teatrale Un bambino dietro le sbarre.

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Jackson Browne PDF Stampa E-mail

Da sempre impegnato in una visione del mondo pacifista e ambientalista, nel settembre del 1981 prese parte alla grande manifestazione di protesta contro la centrale nucleare di Diablo Canyon che si tenne nella Contea di San Luis Obispo, in California. La protesta durò diversi giorni. Gli arresti superarono abbondantemente le mille unità. Anche lui finì in manette. Il 28 marzo del 1979 c’era stato il drammatico incidente nucleare di Three Mile Island. E certo in tanti non erano contenti di questo nuovo impianto. Anche nel mondo della musica. Dopo l’incidente di Three Mile Island un gruppo di musicisti aveva dato vita al Muse. L’acronimo significava Musicians United for Safe Energy. Jackson Browne era in prima linea nel Muse e nelle battaglie ambientaliste e antinucleari. Con noi a Jailhouse Rock è stata Monica Gallo, per dieci anni garante delle persone private della libertà della città di Torino, autrice del libro 18+1 Diciotto anni e un giorno (edizioni Effatà) sui problemi dei più giovani nelle carceri.

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Degni di note

I consigli musicali di Giorgio Novembrino

 

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