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Una puntata che va in onda nei pressi della festa di San Patrizio, patrono d’Irlanda. Il 6 agosto del 1989 il bassista degli U2 Adam Clayton fu arrestato per essere stato trovato in possesso di diciannove grammi di cannabis. Quando il giudice gli disse che non lo avrebbe condannato in cambio di 25.000 sterline da devolvere in beneficienza al Women’s Aid Refuge Centre, dagli spalti dell’aula Paul McGuinnes, storico manager della band, ebbe un sussulto. Ma certo non poteva rischiare una condanna per droga, che avrebbe significato tante difficoltà a ogni viaggio all’estero della band. Ad arrestare Clayton era stato l’agente Michael Moody. Di mestiere non faceva solamente il membro della Garda, la polizia della Repubblica d’Irlanda, ma era anche un calciatore. Dal 1987 al 1991 è stato un valoroso difensore del St Patrick’s Athletic Football Club, la squadra di Dublino intitolata al santo patrono. Con noi a Jailhouse Rock è stato Massimo Bubola, artista che ha segnato la storia della musica d’autore italiana scrivendo tra le altre cose molte canzoni con Fabrizio De Andrè. Bubola è anche autore del brano Il cielo d’Irlanda cantato da Fiorella Mannoia, è un grande amante della terra di San Patrizio, e sta per dare alle stampe per Neri Pozza Editore un romanzo che racconta proprio di un viaggio irlandese.
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Jailhouse Rock aderisce, insieme a tutta Radio Popolare, allo sciopero femminista e transfemminista indetto da Non Una di Meno. In questa puntata la conduzione è solo maschile. Le voci che ascoltiamo invece nelle canzoni sono voci di donna che hanno cantato le grandi proteste della storia musicale.
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In occasione della presentazione dell’Ottaro Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, un viaggio nelle carceri minorili italiane accompagnato dalle canzoni di tanti cantanti finiti in galera da ragazzini. Con noi a Jailhouse Rock il filosofo del diritto Giso Amendola ha commentato il Festival di Sanremo appena concluso.
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Nel 1996 Arthur Lee - personaggio carismatico, leader indiscusso dei Love, grandissimo chitarrista, genio musicale - finisce in carcere. È condannato per possesso illegale di arma da fuoco. Aveva già in passato avuto problemi con la giustizia. Nel dicembre del 2001, dopo più di cinque anni di detenzione, Arthur Lee esce di prigione, prima di aver finito di scontare la sentenza iniziale perché nel frattempo è intervenuta una corte d’appello ad annullare una condanna. Una personalità difficile, che senz’altro ha contato nella storia del gruppo e nel suo scarso successo rispetto al valore musicale. I Love, una delle prime band interrazziali in assoluto, sono una cult band non nota al grande pubblico, ma costituiscono un pezzo di storia musicale fondamentale degli anni ’60, alla base del garage rock e della sua riscoperta più recente.
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Dalle scorribande in scooter nei tunnel di Oslo, fermato da poliziotti fan, all’arresto surreale lungo il Ventura Boulevard a Los Angeles, mentre sfilava in mutande bianche e stivali da cowboy. Ma la vera rivoluzione di Lil Nas X non passa certo per le aule di tribunale, bensì per un post criptico pubblicato alla fine del mese del Pride nel 2019. Invitando i suoi milioni di follower ad ascoltare attentamente il brano C7osure e mostrando i colori arcobaleno sulla copertina del suo disco, il rapper ha infranto il muro di machismo e omofobia del mondo hip hop. A soli vent'anni, Lil Nas X è diventato la star dichiaratamente gay più influente del pianeta. A Jailhouse Rock abbiamo ascoltato testimonianze di persone detenute appartenenti alla comunità Lgbt+ e abbiamo parlato del sovrappiù di pena che devono affrontare.
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Per Renée Good e Alex Pretti, contro le follie e crudeli politiche di Trump, una puntata nella quale abbiamo ascoltato insieme tanti artisti che in queste ore hanno preso posizione. Con noi il giornalista Marco Contini, grande esperto di Stati Uniti d’America, per aiutarci a comprendere quanto sta accadendo, e Ornella Favero, presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, per commentare i due suicidi degli scorsi giorni nel carcere di Padova.
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Il disco di Bob Dylan nel quale troviamo la canzone dedicata al pugile Hurricane compie 50 anni in questo gennaio 2026. A partire dalla sua storia abbiamo ripercorso insieme le canzoni di Dylan dalle quali emerge la sua idea di giustizia.
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Piegare la repressione di polizia a fini commerciali non è certo consueto nella storia del rock. La mattina del 26 luglio 1977, Elvis Costello ce la mise tutta per farsi arrestare. Nel pieno centro di Londra, di fronte all’Hotel Hilton, si preparò accuratamente a fare quel che meglio sapeva fare: cantare e suonare. Senza avere chiesto l’autorizzazione alle forze dell’ordine, accese gli amplificatori e cominciò a esibirsi nelle proprie ballate punk. Dentro l’albergo era in corso l’annuale conferenza internazionale della Cbs/Columbia Records. I vertici della casa discografica statunitense erano tutti lì dentro. Artisti tra i più prestigiosi del marchio programmavano di esibirsi per il piacere di quel pubblico autorevole. E si esibirà anche lui. Con i decibel alle stelle. Protestava perché nessuna etichetta degli Stati Uniti d’America aveva fino ad allora distribuito i suoi dischi. Riuscì perfettamente nell’intento di farsi notare: arrivarono i bobbies e lo arrestarono. Riuscì a far parlare di sé la stampa inglese. Pochi mesi dopo firmò un contratto con la Columbia Records. Con noi a Jailhouse Rock è stato Lorenzo Mannarini, voce e frontman dei Folkabbestia che nei giorni scorsi hanno festeggiato i loro trent’anni di carriera.
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Stupratori, ladri e assassini, diventati famosi grazie al blues e al gospel. Tutto ebbe inizio quando, un giorno del lontano 1952, Johnny Bragg incontrò un certo Robert Riley al cortile dell’ora d’aria nel carcere di Nashville. Riley non aveva una gran voce, però sapeva comporre poesie e testi di canzoni. Quel giorno pioveva. Ma i due continuarono a passeggiare per ore e ore, avanti e indietro nel cortile del penitenziario di Nashville. La canzone scritta da Bragg e dall’occasionale compagno, Just walkin’ in the rain, divenne celeberrima. Johnny Bragg diede vita alla band. Sarebbero forse rimasti un gruppetto da galera se non fosse che un giorno il produttore radiofonico Joe Calloway si recò in quel carcere per un programma che doveva realizzare. Li ascoltò suonare per puro caso. E se ne innamorò. Si rese conto della loro eccezionale bravura. Li fece ascoltare al pubblico attraverso le onde della sua radio, non prima di aver chiesto l’autorizzazione al direttore della prigione. James Edwards era un funzionario dalle visioni aperte. Credeva nella possibilità per un detenuto di cambiare vita. Dopo una serie di passaggi intermedi, una registrazione del gruppo arrivò nelle mani di Sam Phillips, scopritore di talenti della casa discografica Sun Records. Nel giugno del 1953, i cinque incisero quel singolo, che andò in distribuzione e vendette in poco tempo 50.000 mila copie. La band iniziò a diventare tra le più famose degli Stati Uniti d’America. Anche il giovane Elvis Presley si accorse dei Prisonaires e della loro canzone. Il governatore del Tennessee, Frank G. Clement, si adoperava affinché potessero ottenere permessi premio per andare a suonare finanche nella sua abitazione privata. Just walkin’ in the rain fu però il loro primo e unico grande successo. Sam Philips cominciò a concentrarsi su quel ragazzo che a propria volta si era interessato ai Prisonaires, Elvis Presley.
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