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Il 19 febbraio del 1982, poco dopo le tre del pomeriggio, Ozzy Osbourne - che ci la ha lasciati all’improvviso la scorsa estate e cui vogliamo dedicare questa prima puntata delle sedicesima stagione di Jailhouse Rock - scoprì all’improvviso di dover fare una grande pipì. Era uscito dal suo albergo a San Antonio, nel Texas, per scattare un po’ di fotografie. Si appartò e trovò un sasso che gli sembrava adeguato allo scopo. Era completamente vestito da donna. La moglie gli aveva nascosto i vestiti per impedirgli di uscire a comprare dell’alcol. Ma la cosa non lo aveva trattenuto. Aveva indossato quelli di lei e si era allontanato ugualmente dall’albergo nel quale i due alloggiavano. Si era scolato una quantità non indifferente di cognac. Purtroppo quel sasso non era un sasso qualunque: era l’Alamo, il simbolo dell’indipendenza texana. “Se pisci sull’Alamo allora pisci sullo Stato del Texas”, pare gli disse il poliziotto che arrestò lo storico cantante dei Black Sabbath.
ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA DEL 08/09/2025 |
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Gli UB40 sono stati la band che ha portato il reggae nel Regno Unito come mai prima era accaduto. L’11 maggio del 1981 moriva Bob Marley. Diciotto giorni dopo, il 29 maggio di quell’anno, usciva un album degli UB40 che conteneva One in ten, una canzone che divenne parte della colonna sonora delle rivolte di quegli anni. Nell’Inghilterra del thatcherismo chiunque poteva diventare una statistica. “Sono l’uno tra dieci, un numero in un elenco, sono l’uno tra dieci, anche se non esisto, nessuno mi conosce, anche se sono sempre là, una statistica, un promemoria di un mondo che non se ne cura”. UB40 è la ‘unemployment benefit, form 40’, il modello attraverso cui si richiedeva il sussidio di disoccupazione. Con noi a Jailhouse Rock è stato Adriano Bono, fondatore ed ex frontman del gruppo reggae italiano Radici nel Cemento.

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Disegnò la copertina di un 45 giri mentre era in galera. Il disco uscì in edizione limitata in sole duecento copie numerate. Usava firmare con il suo numero di matricola le copie dei dischi che i fan gli facevano arrivare in prigione per un autografo. I suoi comportamenti eccessivi sul palcoscenico gli avevano valso la proibizione di entrare in ben sette Stati Usa. Pare che sia stato in carcere oltre una cinquantina di volte. La più lunga, dal 20 dicembre 1989 al 26 marzo 1991. Uscito dalla prigione statale di Jackson, nel Michigan, GG Allin rese pubblico il manifesto che aveva elaborato in cella. Quel manifesto divenne la sua missione di vita. “Io credo che la cosa migliore sia decidere quando porre fine da soli alla propria vita. Non metterò la mia esistenza nelle mani del destino. Noi non abbiamo voce sulla nostra nascita, ma possiamo decidere se vogliamo morire”. Di lì a poco, nel 1993, morì tuttavia per overdose da eroina. Con noi a Jailhouse Rock Paola Bevere e Gabriele Donnini, due dei curatori del libro “Amomamma” appena uscito per le edizioni Meltemi, ci hanno parlato del tema del tatuaggio in carcere.
ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA DEL 09/06/2025 |
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Alain Oulman, figura di primo piano del fado portoghese, aveva assistito bambino all’alba del salazarismo. Nato in Portogallo da genitori di origine francese, fin dall’inizio degli anni sessanta divenne il compositore preferito di Amália Rodrigues, voce indiscussa del fado, nonché suo carissimo amico. Alain Oulman era un antifascista, oppositore del regime. La mattina del 18 febbraio 1966, tre agenti entrarono nella casa che divideva con la donna che allora era sua moglie, Felicity Serra, e lo arrestarono. Oulman fu portato nel carcere-fortezza di Caxias. Trascorse in quel famigerato carcere cinque lunghissime settimane. Fu sottoposto a interrogatori estenuanti. Fu torturato. A Jailhouse Rock abbiamo parlato dell’ultimo Rapporto annuale sulle carceri di Antigone con vari esponenti dell’associazione.
ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA DEL 02/06/2025 |
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Varie volte il rapper newyorkese è stato arrestato per piccoli eventi, come alcuni spari in un locale notturno di Manhattan o una rissa con l’allenatore di football che sgridava il figlio durante gli allenamenti. Oggi è di nuovo in carcere. Ma né lui né nessun altro è mai stato arrestato per la morte del rapper nemico Tupac Shakur, nonostante sia stato chiamato in causa al riguardo. La faida hip hop tra East Coast e West Coast ha visto episodi drammatici e ha mietuto vittime. Tante sono state le ipotesi, tante le teorie circolate, tante le cospirazioni immaginate. Forse troppo poche le indagini effettuate. Con noi a Jailhouse Rock è stato Marco Mona, in passato presidente dell’Association for the Prevention of Torture (Apt) che ha avuto un ruolo deciso nel creare il meccanismo universale Onu di ispezione dei luoghi di detenzione.
ASCOLTA O SCARICA LA PUNTATA DEL 26/05/2025 |
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Per sette anni prigioniero d’amore nell’isola di Ogigia, dove “nel cavo sen di solitarie grotte” la ninfa Calipso lo custodiva. Prima nel carcere di Polifemo o in quello di Circe con i suoi compagni di viaggio, in questa puntata di Jailhouse Rock abbiamo ascoltato tante canzoni dedicate alla figura di Ulisse. Con noi è stato l’artista Tommaso Spazzini Villa, autori dell’opera Autoritratti, nella quale dall’Odissea emergono spaccati di vita, pensieri, emozioni di persone detenute.
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Fu arrestato il 20 marzo del 1968 solo per poche ore, ma le conseguenze per la storia del rock furono irreparabili, contribuiendo in maniera decisiva allo scioglimento dei Buffalo Springflied. Stavano suonando molto ad alta voce a casa della fidanzata Stephen Stills. Un vicino chiamò la polizia. Mentre Dewey Martin, il batterista dei Buffalo Springfield, stava andando via, vide l’automobile dei poliziotti avvicinarsi. Ma era ormai troppo tardi per avvisare la band. Nella casa c’erano un bel po’ di sostanze illegali, che il road manager del gruppo provò a gettare nel water con il solo risultato di intasarlo. Stephen Stills riuscì a scapare dalla finestra. Tutti gli altri, tra cui Eric Clapton, vennero portati in carcere. Di recente Neil Young sul suo blog ha ipotizzato di poter essere arrestato nuovamente oggi, al rientro dal suo topur europeo, a causa della sua opposizione a Trump. Con noi a Jailhouse Rock Andrea Menapace, direttore di Cild, ha raccontato la storia di Rebecca Burke, giovane illustratrice gallese arrestata negli Usa come immigrata illegale, e Mattia Diletti, autore del libro Divisi. Politica, società e conflitti nell'America del XXI secolo.
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Una leggenda della musica country statunitense, che ci ha lasciato il 6 aprile del 2016, nel giorno del suo settantanovesimo compleanno. Tante le detenzioni e le fughe da minorenne. Una sola carcerazione da maggiorenne, quella in cui incontro Johnny Cash che era andato a suonare dentro il carcere di San Quentin. Era il primo gennaio del 1958. Anni dopo i due si incontrarono. “Mi è piaciuto moltissimo il tuo concerto a San Quentin”, disse Hag. E Johnny Cash: “strano, non ricordo che ci fossi anche tu in cartellone”. E l’altro: “no, infatti. Io ero nel pubblico”. Con noi a Jailhouse Rock Michele Miravalle, tra le altre cose consigliere comunale ad Asti, ha raccontato i problemi avuti con la nomina del garante dei diritti dei detenuti della sua città.
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